Non bastano otto ore al giorno per fare l’amore

Diritto a tutte le cose senza finalità produttiva

€40

Non bastano otto ore al giorno per fare l’amore

Diritto a tutte le cose senza finalità produttiva

€40

“Otto ore per lavorare, otto per riposare, otto per il tempo libero”. Le lotte dei movimenti sindacali di inizio Novecento hanno sottratto spazio allo sfruttamento, ripartendo la giornata in tre segmenti. Oggi, grazie a quelle conquiste, sappiamo che la progressiva liberazione del nostro tempo dal lavoro migliora le condizioni di benessere individuale e collettivo. Verso lo sviluppo della persona umana, dei rapporti sociali, dei piaceri, della cura degli ecosistemi. Verso la possibilità di fare l’amore in quanti più modi possibili.

Una risposta edonista, fuori dalla logica consumistica, come diritto alla realizzazione personale, al piacere, all’ozio, alla sessualità, a quanto non ha finalità produttiva.

Usare caratteri in piombo e legno, tecnologie obsolete, per parlare di una società post-lavoro non è un atto nostalgico, ma la prospettiva per tornare a immaginare il futuro. Se questo capitalismo accelera, degrada e sostituisce, l'automazione necessaria dovrebbe fare il contrario, essere lenta, qualitativa e autonoma.

Il progetto è sviluppato (da Giacomo Mondino) nel dialogo con il ricercatore Valerio Ricciardi (Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci) sulla ricerca teorica di autori come Nick Srnicek, Alex Williams, Aaron Bastani e Mark Fisher e nasce nel contesto della residenza Kairòs, un progetto sostenuto dal Polo del 900 e realizzato da Centro Gobetti in collaborazione con Arci Torino, Istituto Gramsci Torino e Unione Culturale.



Progettazione: Giacomo Mondino
Stampa tipografica: Archivio Tipografico
Formato: 50 × 70 cm
Carta: Fedrigoni Symbol Freelife Gloss 115 g/m²



Torino, 2026
 
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