Statuto dell’Associazione Archivio Tipografico
Art. 1 – Costituzione, denominazione e sede
È costituita conformemente alla Carta costituzionale, al Codice civile, e del D.Lgs. n. 117 del 3 luglio 2017 e ss.mm.ii. ‘Codice del Terzo Settore’ (d’ora in avanti Codice), l’Associazione “Archivio Tipografico” siglabile “A.T.” e di seguito indicata come ASSOCIAZIONE
La denominazione dell’Associazione sarà automaticamente integrata dall’acronimo APS (Associazione di Promozione Sociale) solo successivamente e per effetto dell’iscrizione dell’Associazione al RUNTS o nei registri operanti medio tempore.
L’Associazione ha sede legale nel Comune di Torino. Il trasferimento della sede legale non comporta modifica statutaria, se avviene all’interno dello stesso Comune, e deve essere comunque comunicato entro 30 giorni dal verificarsi dell’evento agli Enti gestori di Pubblici Registri, presso i quali l’organizzazione è iscritta.
La durata dell’ASSOCIAZIONE non è predeterminata ed essa può essere sciolta con Delibera
dell’Assemblea straordinaria con la maggioranza prevista agli art. 12 comma 2 e art. 21.
Art. 2 – Scopi e finalità
L’ASSOCIAZIONE è apartitica, aconfessionale, a struttura democratica, senza scopo di lucro ed ha finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale; opera anche mediante forme di collaborazione con lo Stato, le Regioni, le Province autonome e gli enti locali.
L’ASSOCIAZIONE persegue le seguenti specifiche finalità:
preservare la tradizione, la qualità, le tecniche e i mestieri delle arti della stampa tipografica e della composizione a caratteri mobili;
curare, preservare ed implementare il materiale, frutto di una collezione privata, contenente macchine da stampa del Novecento, caratteri mobili (in piombo, in legno o resina) nonché volumi storici e rari riguardanti la storia, l’arte della tipografia e della stampa, manuali e riviste di settore;
creare uno spazio attivo e collaborativo per la conservazione, lo studio, e l’esercizio dell’arte tipografica aperto alla collettività, agli studenti e ricercatori affiliati a istituzioni universitarie sia pubbliche che private, sia Italiane (a titolo di esempio: Politecnico di Torino, IAAD/Istituto d’Arte Applicata e Design, IED/Istituto Europeo di Design, ISIA/Istituto Superiore per le Industrie Artistiche , IUAV/Istituto Universitario di Architettura di Venezia,… ), che estere (ECAL/Ecole cantonale d’art de Lausanne, KABK/Royal Academy of Art The Hague, SUPSI/Scuola universitaria professionale della Svizzera, University of Reading, …);
reinterpretare in chiave contemporanea la tradizione artigiana della composizione a carattere mobili e della stampa tipografica, meglio nota con il termine “letterpress”.
Art. 3 – Attività
Per la realizzazione delle finalità di cui all’art. 2 e al fine di sostenere l’autonoma iniziativa della collettività che concorre a perseguire il bene comune, l’ASSOCIAZIONE si propone, ai sensi dell’art. 5 del Codice, di svolgere in via esclusiva o principale ed in conformità alle norme particolari che ne disciplinano l’esercizio, le seguenti attività di interesse generale:
f) interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio, ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni;
i) organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale di cui al presente articolo;
d) educazione, istruzione e formazione professionale, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53, e successive modificazioni, nonché le attività culturali di interesse sociale con finalità educativa;
g) formazione universitaria e post-universitaria.
Nello specifico, a titolo esemplificativo, l’ASSOCIAZIONE intende svolgere le seguenti attività:
catalogazione e digitalizzazione del proprio archivio storico per preservarlo, tutelarlo e valorizzarlo in quanto bene culturale ed artistico, rendendolo accessibile a tutte e tutti (ricercatori e collettività);
organizzazione e gestione, per studenti ed adulti, di corsi didattico-laboratoriali nelle discipline tipografiche e grafiche, seminari e/o lezioni nell’ambito della comunicazione visiva, della progettazione grafica, della storia e della cultura della stampa, in accordo e collaborazione con le Scuole di ogni ordine e grado e le Università;
organizzazione di workshop indirizzati ad un pubblico di diverse età al fine di avvicinarli alla conoscenza e alla pratica dell’arte tipografica trasmettendo oltre alla memoria anche le competenze legate a questa pratica;
organizzazioni di eventi culturali quali manifestazioni, incontri, seminari, reading, mostre, proiezioni e cineforum, convegni, anche tramite media digitali;
visite guidate storico-artistiche all’interno della collezione gestita dall’Associazione;
realizzazione e cura di iniziative editoriali, redazione di articoli, saggi, libri, audiolibri e periodici che favoriscano la diffusione e la divulgazione storica e didattica sul tema della stampa tipografica, dell’impaginazione editoriale e del disegno del carattere tipografico;
collaborazioni fra stampatori esperti e neofiti, artisti e designer, per reinterpretare in chiave contemporanea la tradizione artigiana della composizione a caratteri mobili e della stampa tipografica;
collaborazioni con archivi ed istituti nazionali ed internazionali (a titolo di esempio: AIAP – Associazione italiana design della comunicazione visiva, The Herb Lubalin Study Center, Sitterwerk Foundation, …);
1 bis. L’ASSOCIAZIONE, inoltre, può esercitare attività diverse, strumentali e secondarie rispetto alle
attività di interesse generale, ai sensi e nei limiti previsti dall’art. 6 del Codice. La loro individuazione potrà essere operata su proposta del Consiglio direttivo e approvata in Assemblea dei Soci. Nel caso l’Associazione eserciti attività diverse, il Consiglio direttivo dovrà attestare il carattere secondario e strumentale delle stesse nei documenti di bilancio ai sensi dell’art. 13, comma 6, del Codice.
Le attività di cui ai commi precedenti sono svolte dall’ASSOCIAZIONE in favore dei propri associati, di loro familiari o di terzi avvalendosi in modo prevalente dell’attività di volontariato dei propri associati.
L’attività del volontario non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario.
Al volontario possono essere rimborsate dall’ASSOCIAZIONE tramite il quale svolge l’attività soltanto le spese, preventivamente autorizzate, effettivamente sostenute e documentate, entro i limiti massimi e alle condizioni preventivamente stabilite dall’Assemblea dei soci dell’ASSOCIAZIONE. Sono in ogni caso vietati rimborsi spese di tipo forfetario.
Le spese sostenute dal volontario possono essere rimborsate anche a fronte di una autocertificazione resa ai sensi dell’articolo 46 del DPR n. 445/2000, purché non superino l’importo stabilito dall’organo sociale competente il quale delibera sulle tipologie di spesa e sulle attività di volontariato per le quali è ammessa questa modalità di rimborso, secondo quanto previsto dall’art. 17 del Codice.
La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l’ASSOCIAZIONE di cui il volontario
è socio o associato o tramite il quale svolge la propria attività volontaria.
L’ASSOCIAZIONE ha l’obbligo di assicurare i propri volontari ai sensi dell’art. 18 del Codice.
L’ASSOCIAZIONE può avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o dipendente o di altra natura, anche dei propri associati, fatto comunque salvo quanto disposto dall’articolo 17, comma 5 del Codice, solo quando ciò sia necessario ai fini dello svolgimento dell’attività di interesse generale e al perseguimento delle finalità. In ogni caso, il numero dei lavoratori impiegati nell’attività non può essere superiore al cinquanta per cento del numero dei volontari o al cinque per cento del numero degli associati.
Art. 4 – Patrimonio e risorse economiche
Il patrimonio dell’ASSOCIAZIONE, costituito da beni mobili ed immobili, comprensivo di eventuali ricavi, rendite, proventi, entrate, è utilizzato per lo svolgimento dell’attività statutaria, ai fini dell’esclusivo perseguimento delle proprie finalità.
L’ASSOCIAZIONE trae le risorse economiche per il funzionamento e lo svolgimento delle proprie attività da:
quote associative e contributi degli aderenti e di privati;
finanziamenti del Fondo sociale europeo e ad altri finanziamenti europei per progetti finalizzati al raggiungimento degli obiettivi istituzionali e per il sostegno alle attività dell’ASSOCIAZIONE;
erogazioni liberali di associati e di terzi;
entrate derivanti da contributi e/o convenzioni con le amministrazioni pubbliche;
eredità, donazioni e legati con beneficio d’inventario;
ogni altra entrata o provento compatibile con le finalità dell’associazione e riconducibile alle disposizioni del Codice e ss.mm.ii.;
attività diverse di cui all’art. 6 del Codice e ss.mm.ii..
L’esercizio sociale dell’ASSOCIAZIONE ha inizio l’1 gennaio e termine il 31 dicembre di ogni anno.
Al termine di ogni esercizio il Consiglio direttivo redige il bilancio (consuntivo e preventivo) e lo sottopone per l’approvazione all’Assemblea dei soci entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio. Il bilancio consuntivo è depositato presso la sede dell’ASSOCIAZIONE, almeno 15 giorni prima dell’assemblea e può essere consultato da ogni associato che ne faccia richiesta.
È fatto obbligo di reinvestire l’eventuale avanzo di gestione a favore di attività istituzionali statutariamente previste ai fini dell’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
È fatto divieto di distribuire anche in forme indirette, gli eventuali utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve comunque denominate dell’ASSOCIAZIONE a fondatori, associati, lavoratori e collaboratori, amministratori ed altri componenti degli organi sociali, anche nel caso di recesso o di ogni altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo.
Art. 5 – Soci
Ai sensi dell’art. 35 del Codice il numero dei soci è illimitato. Possono fare parte dell’ASSOCIAZIONE tutte le persone fisiche (in numero non inferiore a sette) che condividono gli scopi e le finalità dell’organizzazione e si impegnano spontaneamente per la loro attuazione.
L’adesione all’ASSOCIAZIONE è a tempo indeterminato, fatto salvo il diritto di recesso di cui all’art. 6. In ogni caso è esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa.
Art. 6 – Criteri di ammissione ed esclusione dei Soci
L’ammissione di un nuovo socio è regolata in base a criteri non discriminatori per motivi di genere, etnici, razziali, culturali, politici o religiosi. Viene decisa dal Consiglio direttivo a seguito della presentazione di una richiesta scritta, contenente l’impegno del richiedente ad attenersi al presente Statuto e ad osservare gli eventuali regolamenti e le deliberazioni adottate dagli organi dell’ASSOCIAZIONE. Il Consiglio direttivo delibera l’ammissione o il rigetto dell’istanza alla prima riunione utile dalla presentazione della domanda.
Avverso l’eventuale reiezione dell’istanza, che deve essere sempre motivata e comunicata all’interessato entro 60 giorni dalla data della deliberazione, è ammesso ricorso all’Assemblea dei soci.
Il ricorso all’Assemblea dei soci è ammesso entro 60 giorni dal ricevimento della relativa comunicazione.
Il Consiglio direttivo comunica l’ammissione agli interessati e cura l’annotazione dei nuovi aderenti nel libro soci dopo che gli stessi avranno versato la quota stabilita dall’Assemblea.
All’atto del rilascio della tessera sociale il richiedente, ad ogni effetto, acquisisce la qualifica
di socio, che è intrasmissibile.
La qualifica di socio si perde per recesso od esclusione. Le dimissioni da socio devono essere presentate per iscritto al Consiglio direttivo. L’esclusione di un socio viene deliberata dall’Assemblea dei soci, su proposta del Consiglio direttivo, dopo che gli sono stati contestati per iscritto gli addebiti che gli vengono mossi, consentendogli facoltà di replica. L’esclusione viene deliberata nei confronti del socio che:
non ottemperi alle disposizioni del presente Statuto, degli eventuali regolamenti e delle deliberazioni legalmente adottate dagli organi dell’Associazione;
senza giustificato motivo, si renda moroso nel versamento della quota associativa annuale, trascorsi 30 giorni dal sollecito scritto;
svolga attività contrarie agli interessi dell’ASSOCIAZIONE;
in qualunque modo arrechi danni gravi, anche morali, all’ASSOCIAZIONE.
L’esclusione diventa operante dall’annotazione nel libro soci.
La perdita della qualifica di associato comporta la decadenza automatica da qualsiasi carica ricoperta sia all’interno dell’Associazione sia all’esterno per designazione o delega.
Il socio cessato o escluso deve adempiere agli obblighi assunti sino al momento dell’operatività della cessazione o dell’esclusione.
In tutti i casi di scioglimento del rapporto associativo l’associato o i suoi eredi non hanno diritto al rimborso della quota associativa annualmente versata, né hanno alcun diritto sul patrimonio dell’ASSOCIAZIONE.
Art. 7 – Diritti e Doveri dei Soci
Tutti i soci godono degli stessi diritti e doveri di partecipazione alla vita dell’ASSOCIAZIONE
ed alla sua attività.
I soci hanno diritto:
di partecipare a tutte le attività promosse dall’ASSOCIAZIONE, ricevendone informazioni
e avendo facoltà di verifica, nei limiti e modalità stabiliti dalla legislazione vigente, dal presente Statuto e dagli eventuali regolamenti dell’ASSOCIAZIONE;
di eleggere gli organi sociali e di essere eletti negli stessi;
di esprimere il proprio voto in ordine all’approvazione delle deliberazioni degli organi associativi, degli eventuali regolamenti e di modifiche allo statuto;
di consultare i libri sociali presentando richiesta scritta al Consiglio direttivo entro
le limitazioni imposte dalle direttive sulla privacy.
I soci sono tenuti:
all’osservanza dello statuto, del regolamento e delle deliberazioni assunte dagli organi sociali;
a mantenere sempre un comportamento non contrario agli interessi dell’ASSOCIAZIONE;
al pagamento, nei termini, della quota associativa.
Art. 8 – Quota associativa
I soci devono corrispondere, entro il termine del 31 gennaio, la quota associativa annuale nell’importo stabilito dall’Assemblea dei soci. La quota associativa è intrasmissibile e non restituibile.
L’adesione all’ASSOCIAZIONE non comporta obblighi di finanziamento o di esborsi ulteriori oltre al versamento di cui sopra, ma è facoltà degli aderenti effettuare contributi ulteriori rispetto alla quota associativa annuale.
Art. 9 – Organi dell’ASSOCIAZIONE
Sono organi dell’ASSOCIAZIONE:
Assemblea dei soci;
Consiglio direttivo;
Presidente;
Organo di controllo;
Soggetto incaricato della revisione legale dei conti;
Collegio dei Probiviri.
Art. 10 – Assemblea dei Soci
L’Assemblea dei soci è l’organo sovrano dell’ASSOCIAZIONE, ne regola l’attività ed è composta da tutti i soci. L’assemblea può essere ordinaria o straordinaria. È straordinaria l’assemblea convocata per la modifica dello Statuto oppure per lo scioglimento la fusione,
la scissione, la trasformazione dell’ASSOCIAZIONE, è ordinaria in tutti gli altri casi.
L’Assemblea si riunisce su convocazione del Presidente, inoltre dovrà essere convocata quando il Consiglio direttivo ne ravvisa la necessità oppure quando ne è fatta richiesta motivata da almeno 1/10 (un decimo) degli associati aventi diritto di voto.
La convocazione è inoltrata per iscritto, anche in forma elettronica con comprovata ricezione, con 15 giorni di anticipo e deve contenere l’ordine del giorno, il luogo la data e l’orario della prima convocazione e della seconda convocazione. Quest’ultima deve avere luogo in un giorno diverso. In difetto di convocazione formale o di mancato rispetto dei termini di preavviso sono ugualmente valide le adunanze cui partecipano di persona o per delega tutti i soci. L’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria è presieduta dal Presidente del Consiglio direttivo o dal Vicepresidente (ove previsto) o da altro socio appositamente eletto in sede assembleare.
In caso di necessità l’Assemblea può eleggere un segretario.
Le delibere assunte dall’assemblea vincolano tutti i soci anche assenti o dissenzienti.
Le discussioni e le deliberazioni dell’Assemblea sono riportate in un verbale redatto da
un componente dell’Assemblea appositamente eletto o dal segretario che lo sottoscrive insieme al Presidente.
Hanno diritto di voto in Assemblea tutti gli associati iscritti da almeno tre mesi nel libro dei soci che siano in regola con il pagamento della quota associativa annuale.
Gli associati possono intervenire in Assemblea anche mediante mezzi di telecomunicazione ovvero esprimere il proprio voto per corrispondenza o in via elettronica, purché sia possibile verificare l’identità dell’associato che partecipa e vota.
Ciascun associato dispone del voto singolo e può farsi rappresentare da un altro associato, conferendo allo stesso delega scritta anche in calce all’avviso di convocazione.
Ciascun associato può rappresentare sino ad un massimo di uno (1) associato.
Art. 11 – Assemblea ordinaria dei soci
L’Assemblea ordinaria è valida in prima convocazione se è presente la maggioranza degli iscritti aventi diritto di voto; in seconda convocazione, qualunque sia il numero degli associati presenti, in proprio o per delega. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità gli amministratori non votano.
Le deliberazioni dell’Assemblea sono valide quando vengono approvate dalla maggioranza degli associati presenti o rappresentati.
L’Assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio finanziario.
L’Assemblea ordinaria:
approva il bilancio ai sensi dell’art. 13 del Codice e ss.mm.ii e la relazione di attività;
discute ed approva i programmi di attività;
elegge i componenti del Consiglio direttivo approvandone preventivamente il numero
e li revoca;
nomina e revoca il soggetto incaricato della revisione legale dei conti;
nomina e revoca i componenti dell’organo di controllo;
elegge e revoca, i componenti del Collegio dei Probiviri;
delibera sulla responsabilità dei componenti degli organi sociali e promuove azione
di responsabilità nei loro confronti;
approva l’eventuale regolamento dei lavori assembleari;
ratifica la sostituzione dei membri del Consiglio direttivo dimissionari, decaduti o deceduti deliberata dal Consiglio direttivo attingendo dalla graduatoria dei non eletti;
approva l’eventuale regolamento e le sue variazioni;
delibera sulla quota associativa annuale e sugli eventuali contributi straordinari;
delibera sull’esclusione degli associati;
delibera su tutti gli altri oggetti sottoposti al suo esame dal Consiglio direttivo ed attribuiti dalla legge, dall’atto costitutivo o dallo statuto alla sua competenza;
delibera sui ricorsi in caso di reiezione della domanda di ammissione di nuovi associati;
delega il Consiglio direttivo a compiere tutte le azioni necessarie a realizzare gli obiettivi definiti dall’ASSOCIAZIONE;
determina i limiti di spesa ed i rimborsi massimi previsti per gli associati che prestano attività di volontariato. Tali spese devono essere opportunamente documentate, nelle modalità previste dall’art.3 dello Statuto;
delibera sull’esercizio e sull’individuazione di eventuali attività diverse ai sensi dell’art. 3
del presente Statuto.
Le deliberazioni assembleari devono essere rese disponibili agli associati ed inserite nel libro verbale delle riunioni e deliberazioni dell’Assemblea tenuto a cura del Consiglio direttivo.
Art. 12 – Assemblea straordinaria dei soci
La convocazione dell’Assemblea straordinaria si effettua con le modalità previste dall’art. 10.
Per deliberare lo scioglimento dell’ASSOCIAZIONE e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti dei soci in proprio o per delega sia in prima che in seconda convocazione.
L’Assemblea straordinaria dei soci approva eventuali modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto, la fusione, la scissione, la trasformazione con la presenza, in proprio o per delega, della maggioranza più uno dei soci e con decisione deliberata a maggioranza dei presenti sia in prima che in seconda convocazione.
Art. 13 – Consiglio direttivo
Il Consiglio direttivo è composto da un minimo di 3 (tre) sino a un massimo di 7 (sette) consiglieri scelti in maggioranza tra i soci che rimangono in carica 5 (cinque) anni e sono rieleggibili fino ad un massimo di tre (3) mandati consecutivi, salvo il caso in cui non si presentino nuove candidature per il totale o parziale rinnovo del direttivo: in questo caso l’Assemblea può rieleggere i componenti uscenti; si applica l’articolo 2382 del codice civile.
L’Assemblea, che procede alla elezione, determina preliminarmente il numero di consiglieri
in seno all’eligendo Consiglio direttivo.
Il Consiglio direttivo elegge tra i suoi membri, a maggioranza assoluta dei voti, il Presidente,
il Vicepresidente, il Tesoriere, il Segretario.
Il tesoriere cura la riscossione delle entrate ed il pagamento delle spese dell’ASSOCIAZIONE,
ed in genere ogni atto contenente un’attribuzione o una diminuzione del patrimonio dell’ASSOCIAZIONE; cura la tenuta del libro cassa e di tutti i documenti che specificatamente riguardano il servizio affidatogli dal Consiglio direttivo.
In caso di morte, dimissioni o esclusione di consiglieri prima della scadenza del mandato,
il Consiglio direttivo provvede alla loro sostituzione utilizzando l’elenco dei non eletti: la sostituzione va ratificata dalla successiva Assemblea ordinaria e rimangono in carica sino alla scadenza del mandato del Consiglio direttivo. In caso di mancanza od esaurimento dell’elenco dei non eletti, o loro indisponibilità l’assemblea provvede alla surroga mediante elezione.
Nel caso in cui decada oltre la metà dei membri del Consiglio direttivo, l’Assemblea provvede tramite elezione al rinnovo dell’intero organo.
Tutte le cariche associative sono ricoperte a titolo gratuito. Ai consiglieri possono essere rimborsate le spese effettivamente sostenute e rendicontate relativamente allo svolgimento degli incarichi e delle attività per conto dell’ASSOCIAZIONE, entro il massimo stabilito dall’Assemblea dei soci.
Il Consiglio direttivo è responsabile verso l’Assemblea della gestione operativa, attua i mandati
e le decisioni dell’Assemblea ed è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’ASSOCIAZIONE, fatti salvi quelli che la legge e lo statuto attribuiscono all’Assemblea. In particolare esso svolge le seguenti attività:
attua tutte le deliberazioni dell’Assemblea;
redige e presenta all’Assemblea il bilancio ai sensi dell’art. 13 del Codice e ss.mm.ii e la relazione di attività;
delibera sulle domande di nuove adesioni;
sottopone all’Assemblea le proposte di esclusione dei soci;
sottopone all’approvazione dell’Assemblea le quote sociali annue per gli associati e gli eventuali contributi straordinari;
approva l’ammontare dei compensi per le eventuali prestazioni retribuite che si rendano necessarie ai fini del regolare funzionamento delle attività dell’ASSOCIAZIONE;
delibera i rimborsi previsti per gli associati che prestano attività di volontariato.
Tali spese devono essere opportunamente documentate, nelle modalità previste dall’art. 3 dello Statuto;
propone l’esercizio e l’individuazione di eventuali attività diverse ai sensi dell’art. 3 del presente Statuto;
ha facoltà di costituire Comitati, a cui partecipano gli associati o esperti anche non soci, per la definizione e la realizzazione concreta di specifici programmi e progetti.
Il Consiglio direttivo è presieduto dal presidente o, in caso di sua assenza, dal vicepresidente o, in assenza di quest’ultimo, da un membro eletto allo scopo dal Consiglio direttivo.
Il Consiglio direttivo è convocato dal presidente almeno ogni 90 giorni, e tutte le volte nelle quali vi sia materia su cui deliberare, oppure quando ne sia fatta domanda da almeno 2/3 (due terzi) dei componenti.
La convocazione è inoltrata per iscritto, anche in forma elettronica/telematica, con 7 (sette) giorni di anticipo e deve contenere l’ordine del giorno, il luogo, la data e l’orario della seduta. In difetto di convocazione formale o di mancato rispetto dei termini di preavviso sono ugualmente valide le riunioni cui partecipano tutti i membri del Consiglio direttivo.
I verbali delle sedute del Consiglio direttivo, redatti a cura del segretario e sottoscritti dallo stesso e da chi ha presieduto la riunione, devono essere trascritti nel Libro Verbali delle riunioni e Deliberazioni del Consiglio direttivo, tenuto a cura del Consiglio medesimo.
Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza effettiva della maggioranza dei membri del Consiglio direttivo. Le deliberazioni sono valide con il voto della maggioranza dei presenti; in caso di parità di voti la deliberazione si considera non approvata.
Il potere di rappresentanza attribuito agli amministratori è generale. Le limitazioni del potere di rappresentanza non sono opponibili ai terzi se non sono iscritte nel Registro unico nazionale del Terzo settore o se non si provi che i terzi ne erano a conoscenza.
L’obbligatorietà dell’iscrizione delle limitazioni del potere di rappresentanza di cui al comma 14 avrà efficacia a partire dall’operatività del Registro unico nazionale del Terzo settore.
Art. 14 – Presidente
Il presidente è eletto dal Consiglio direttivo nel suo seno, ha la rappresentanza legale dell’ASSOCIAZIONE di fronte a terzi ed in giudizio; cura l’attuazione delle deliberazioni del Consiglio direttivo; sovrintende a tutte le attività dell’ASSOCIAZIONE; ha la facoltà di aprire conti correnti per conto dell’ASSOCIAZIONE; convoca e presiede il Consiglio direttivo del cui operato è garante di fronte all’Assemblea; convoca l’Assemblea dei soci.
In caso di assenza o impedimento le sue funzioni spettano al vicepresidente.
Il presidente, in caso di urgenza, assume i poteri del Consiglio direttivo e adotta i provvedimenti necessari, convocando contestualmente il Consiglio per la loro approvazione: i provvedimenti urgenti del presidente vengono esaminati obbligatoriamente dal Consiglio direttivo alla prima riunione utile.
Art. 15 – Organo di controllo
Qualora se ne ravvisi la necessità, e nei casi previsti per legge ai sensi dell’art. 30 Codice e ss.m..ii. viene nominato dall’Assemblea un Organo di controllo anche monocratico.
Nel caso in cui l’organo di controllo sia scelto tra i soci, lo stesso non può essere retribuito.
L’Organo di controllo vigila sull’osservanza della legge e dello statuto e sul rispetto dei principi
di corretta amministrazione, anche con riferimento alle disposizioni del Codice legislativo 8 giugno 2001, n. 231, qualora applicabili, nonché sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento. Esso può esercitare, inoltre, al superamento dei limiti di cui all’art. 31 comma 1 del D.Lgs. 117/2017, la revisione legale dei conti, nel caso in cui non sia nominato un soggetto incaricato della revisione legale dei conti. In tal caso, l’Organo di controllo è costituito da revisori legali iscritti nell’apposito registro.
L’Organo di controllo esercita inoltre compiti di monitoraggio dell’osservanza delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, avuto particolare riguardo alle disposizioni di cui agli articoli 5, 6, 7 e 8, ed attesta che il bilancio sociale sia stato redatto in conformità alle linee guida di cui all’articolo 14. Il bilancio sociale dà atto degli esiti del monitoraggio svolto dai sindaci.
L’Organo di controllo dura in carica 2 (due) anni e può essere rinominato.
I componenti dell’Organo di controllo possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo, e a tal fine, possono chiedere agli amministratori notizie sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari.
Art. 16 – Il soggetto incaricato della revisione legale dei conti
Qualora se ne ravvisi la necessità o sia previsto per legge, ai sensi dell’art. 31 Codice e ss.mm.ii., l’Assemblea nomina il soggetto incaricato della revisione legale dei conti, il quale può essere o una persona fisica oppure un collegio.
Nel caso in cui il soggetto incaricato della revisione legale dei conti sia scelto tra i soci, lo stesso non può essere retribuito.
Non possono essere eletti revisori contabili i membri del Consiglio direttivo.
Nel caso in cui il soggetto incaricato della revisione legale dei conti sia un Collegio, lo stesso è composto di tre membri effettivi e da due supplenti. Il Presidente del Collegio dei Revisori dei conti è eletto dal Collegio stesso tra i suoi membri effettivi.
Il soggetto incaricato della revisione legale dei conti dura in carica 2 (due) anni e può essere rinominato.
Il soggetto incaricato della revisione legale dei conti controlla l’amministrazione dell’ASSOCIAZIONE, può assistere alle riunioni dell’Assemblea e del Consiglio direttivo senza diritto di voto, accerta la regolare tenuta delle scritture contabili e certifica la corrispondenza del bilancio consuntivo alle risultanze delle scritture contabili.
Art. 17 – Collegio dei Probiviri
Qualora si reputi necessario, viene istituito da parte dell’Assemblea il Collegio dei Probiviri, che arbitra in modo inappellabile circa le vertenze sorte nell’ambito dell’ASSOCIAZIONE e riguardanti uno o più soci, e propone al Consiglio direttivo gli eventuali provvedimenti disciplinari.
Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri eletti dall’Assemblea tra gli associati che non fanno parte del Consiglio direttivo. I Probiviri durano in carica 2 (due) anni e sono rieleggibili.
Il Collegio dei Probiviri elegge al suo interno un Presidente, che convoca e presiede i lavori del collegio. In assenza del Presidente, il Collegio è presieduto dal membro più anziano.
Il Collegio dei Probiviri si riunisce su richiesta di almeno due componenti del Consiglio direttivo, oppure cinque associati o di un associato interessato alla vertenza.
Le riunioni del Collegio dei Probiviri sono valide purché siano presenti almeno due dei suoi componenti.
Art. 18 – Presidente onorario
Il Presidente Onorario può essere nominato dall’Assemblea per eccezionali meriti acquisiti in attività a favore dell’ASSOCIAZIONE.
Il Presidente Onorario, se socio, ha tutti i diritti e i doveri degli altri soci dell’ASSOCIAZIONE.
Il Presidente Onorario, può partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo, senza diritto di voto.
Art. 19 – Comitati Tecnici
Nell’ambito delle attività approvate dall’Assemblea dei soci, il Consiglio direttivo ha facoltà di costituire Comitati Tecnici cui partecipano gli associati o esperti anche non soci, per la definizione e la realizzazione concreta di specifici programmi e progetti, oppure con funzione consultiva in merito a progetti che l’ASSOCIAZIONE intende promuovere. Il Consiglio direttivo stabilisce gli ambiti di azione e le linee di intervento del Comitato e ne nomina il coordinatore.
Art. 20 – Libri sociali
È obbligatoria la tenuta dei seguenti libri sociali:
il libro dei soci;
il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee;
il libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio direttivo
e di eventuali altri organi sociali.
È altresì obbligatoria la tenuta del registro dei volontari.
Art. 21 – Scioglimento
L’Assemblea straordinaria può decidere lo scioglimento dell’ASSOCIAZIONE con voto favorevole di almeno tre quarti dei soci aventi diritto di voto. In caso di scioglimento l’Assemblea nomina uno o più liquidatori e determina le modalità di liquidazione del patrimonio sociale e la sua devoluzione ai sensi dell’art. 9 del D. Lgs n. 117/2017.
In caso di scioglimento, cessazione ovvero estinzione, dell’ASSOCIAZIONE, il patrimonio residuo è devoluto, previo parere positivo del competente ufficio regionale afferente al registro unico nazionale del Terzo settore (di cui all’art. 45, comma 1 del Codice), e salva diversa destinazione imposta dalla legge, ad altri Enti del Terzo Settore o in mancanza, alla Fondazione Italia Sociale.
Il suddetto parere è reso entro trenta giorni dalla data di ricezione della richiesta che l’ASSOCIAZIONE interessato è tenuto ad inoltrare al predetto ufficio con raccomandata a/r o secondo le disposizioni previste dal decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82, decorsi i quali il parere si intende reso positivamente. Gli atti di devoluzione del patrimonio residuo compiuti in assenza o in difformità dal parere sono nulli.
L’obbligatorietà del parere vincolante di cui al comma 2 avrà efficacia dall’operatività del Registro unico nazionale del Terzo settore.
Art. 22 – Norme finali
Per tutto ciò che non è espressamente contemplato dal presente Statuto valgono le norme del Codice Civile, del Codice e relativi decreti attuativi, della normativa nazionale e regionale in materia.